Fin dai primissimi anni di vita è attraverso il movimento che il bambino comunica e conosce ed è con la percezione del proprio corpo nello spazio che costruisce il sentire se stesso nel mondo.

La danza, l’arte poetica del movimento, nasce dal bisogno di dire l’indicibile, di rendere visibile l’invisibile,di conoscere l’ignoto, di essere in rapporto con l’altro. La danza connette il dentro con il fuori, il sè con il mondo.

Noi speriamo di dare un contributo affinché la danza possa ridiventare, come era nei grandi rituali del passato, una vera e propria risorsa collettiva, inclusiva delle diverse individualità, che esalti il sentimento di essere umano, di condivisione di un’esperienza e di appartenenza ad un gruppo e al tempo stesso che sia potente e a volte perfino sovversiva, fattore di cambiamento individuale per ciascuno dei membri del gruppo che vi troverà la riattivazione delle sue molteplici potenzialità.

L’obiettivo della Scuola di Danza del Paracadute di Icaro è di formare danzatori e danzatrici consapevoli, con un corpo pensante e senziente. Attraverso la tecnica della danza contemporanea e del teatro danza ogni allievo imparerà diversi linguaggi e apprenderà strumenti per esprimere al meglio la propria danza e sé stesso. La relazione con il gruppo e il lavoro in gruppo sono elementi centrali per l’apprendimento e per lo sviluppo della capacità creativa e artistica.

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La squadra di Icaro

Artisti e insegnanti del dipartimento di DANZA

Marta Checchi, vicepresidente dell’associazione Il Paracaute di Icaro e Direttrice Artistica e Pedagogica del Dipartimento di Danza

instancabile danzatrice, ha iniziato a plasmare la sua storia nell’arte del movimento ancor prima di laurearsi in Pedagogia presso l’Università di Firenze.

Il suo percorso si è dipanato tra le mura di Imago Lab di Firenze, dove ha affinato le sue abilità attraverso le tecniche di maestri come Nikolais, Graham e Limon. Oltre alle esperienze internazionali a Londra e New York, Marta ha arricchito il suo bagaglio artistico con un capitolo significativo in Costa d’Avorio. Lì, immersa nella danza tradizionale africana, ha assorbito la cultura del paese, influenzando profondamente la sua pratica artistica.

Il 2007 segna un punto di svolta, quando Marta si specializza come danza movimento terapeuta presso l’Art Therapy Italiana a Bologna. Questa nuova prospettiva ha aggiunto un livello più profondo alla sua espressione artistica, aprendo nuovi orizzonti nella comprensione della danza come veicolo terapeutico.

Danzatrice, coreografa, pedagogista e danza movimento terapeuta, Marta ha integrato la sua formazione anche nello studio della recitazione con maestri del calibro di Nikolay Karpov e Maria Smaevich. Questa sinergia tra danza e teatro trova espressione nei suoi spettacoli, rivelando un equilibrio straordinario tra movimento e narrazione.

Nel 2008, Marta fonda “Il Paracadute di Icaro”, divenendone Vicepresidente e creando laScuola di Arti Teatrali. Attraverso questa iniziativa, ha portato in scena molteplici spettacoli teatrali dedicati ai bambini e alle famiglie, trasformando l’associazione in un centro vitale per la formazione giovanile.

La storia di Marta riflette un percorso artistico unico, con il teatro danza come filo conduttore e la danza movimento terapia come strumento di connessione con la parte più profonda dell’essere umano. La sua passione continua a ispirare e trasformare sottolineando l’incommensurabile potere dell’arte nella vita di ognuno di noi.

Responsabile del dipartimento di Danza e del dipartimento di Movimento e Benessere, Insegnante di Danza, Teatro e Pilates.

All’età di 5 anni, ha incontrato la danza attraverso lo studio della tecnica classica. La suasete di esplorazione l’ha spinta presto a conoscere e ad abbracciare stili diversi, dall’hip hop alla danza contemporanea, fino a scoprire il Teatrodanza, che fra tutti risuona
profondamente con il suo modo di esprimersi.
Dopo la formazione in metodo Nikolais ha approfondito il percorso di studi in Italia e all’estero attraverso masterclass e workshop con rinomati maestri nazionali e internazionali, e ha arricchito la sua esperienza collaborando a più progetti in diverse compagnie teatrali. Parallelamente allo studio e alla pratica ha iniziato a insegnare a gruppi di bambini e ragazzi.

La danza per Eleonora è più di un’arte; è un potente strumento educativo. Questo l’ha portata ad approfondire sempre di più il legame tra arte e pedagogia e nel 2015 si è diplomata in Pedagogia del movimento.
Danzatrice e coreografa, da quasi un decennio, insegnare questa disciplina è diventato il cuore pulsante della sua identità artistica, plasmata dalla passione e dall’incessantedesiderio di condividere la magia della danza con gli altri.

Chiara Zecchi, responsabile del Dipartimento di Danza e Insegnante di Danza

Chiara Zecchi, una donna che non si accontenta mai di fare una cosa alla volta. Con un diploma in danza classica dalla Royal Academy of Dance di Londra e una laurea triennale in Danza e Coreografia dal Trinity Laban Conservatoire, ha passato più tempo a ballare che a camminare. Ha insegnato danza contemporanea e classica in mezza Firenze, dai più piccoli agli adulti, creando coreografie che farebbero venire voglia di ballare anche a chi ha due piedi sinistri.

Ma Chiara non si ferma qui. Ha un curriculum che sfida i limiti della versatilità: non solo insegnante e coreografa, ma anche tecnico luci e direttore di palco. Ha montato e smontato luci, quinte e tappeti per teatri e compagnie, gestendo spettacoli con la precisione di un direttore d’orchestra… solo che invece di bacchette, usa cavi e faretti.

E se pensavi che il tempo libero fosse dedicato al relax, ti sbagli di grosso. Chiara ha trascorso estati intere come animatrice di centri estivi, intrattenendo bambini di ogni età con attività ludico-ricreative, dimostrando che può gestire qualunque situazione, anche fuori dal palco.

E per completare il quadro? Ha fatto parte di un progetto di danza e movimento in un carcere e si diletta con gli origami. Sì, avete capito bene: tra un balletto e una coreografia, piega la carta come un maestro giapponese. Ah, e ha pure una certificazione HACCP, perché nel mondo dello spettacolo, non si sa mai quando servirà preparare uno spuntino sicuro!

Chiara Zecchi è l’esempio perfetto di come si possa essere multitasking senza perdere nemmeno un battito di danza

Pietro Pireddu, Insegnante di Danza e Yoga 

L’antropologo-danzatore-yogi che trasforma lo studio del corpo in filosofia pratica e performance artistica.

Con una laurea in Antropologia culturale ed etnologia da Bologna, Pietro Pireddu non si ferma alla teoria: ha girato il mondo, insegnando danza e yoga, collaborando con artisti di fama internazionale come Marina Abramović, Ismael Ivo, e partecipando a eventi prestigiosi come la Biennale di Venezia. Dalla sua formazione in danza contemporanea alla direzione artistica di compagnie e scuole di danza, ha perfezionato la tecnica con maestri come Sabina Cesaroni, Stefania Russoniello, Francesco Testoni e Massimiliano Terranova.

Pireddu porta il corpo al centro di tutto: dall’insegnamento dello yoga, in cui l’equilibrio tra fisico e mente è fondamentale, alle performance coreografiche che mettono in scena complessi temi antropologici. È coreografo, danzatore e formatore, con creazioni che spaziano dalla danza contemporanea a progetti interdisciplinari, fondendo arte, scienza e introspezione. Selezionato per i workshop di Marina Abramović, ha esplorato i confini tra corpo e arte in lavori come Freeing the Body e Freeing the Voice.

Ma Pietro non è solo un teorico o un performer da palco: insegna con passione, portando avanti progetti di danza e yoga in varie scuole e centri, da Firenze a New York. È un camaleonte artistico capace di passare dalla meditazione al palco, dallo studio accademico alla creazione performativa. Dalla sua compagnia Maktub Noir fino ai suoi spettacoli personali come Totem e All is about languages, Pireddu è il perfetto esempio di come la danza possa raccontare storie profonde e universali.

Conclusione? Una mente accademica con un corpo da palcoscenico, un insegnante che non solo muove il corpo ma anche l’anima. Se sei pronto a un’esperienza trasformativa, lui è l’uomo giusto!

Claudia Borrelli, Insegnante di Pole dance

Mi chiamo Claudia e sono un’appassionata d’arte. Per me, la pole dance non è solo uno sport, ma un vero e proprio linguaggio artistico. Come la danza o la ginnastica, la pole permette di creare con il proprio corpo delle forme affascinanti, attraverso cui si impara ad apprezzare e valorizzare ogni parte di sé, anche quelle che spesso ci piacciono meno, ma che sono fondamentali per compiere certi gesti.

Ho scoperto la pole dance circa dieci anni fa, per poi esplorare il mondo della danza aerea e del trapezio in una scuola circense. Dal 2022 mi alleno come agonista presso il Florence Pole Dance Studio di Firenze, e a gennaio 2024 ho conseguito il brevetto per l’insegnamento.

 

Marilena Olivieri, Insegnante di Tessuto Aereo

Nata a Maratea nel 1989, Marilena muove i primi passi nel mondo della danza nella scuola del suo paese, dove scopre il linguaggio del corpo prima ancora delle parole. La passione la porta a Milano, all’Accademia M.A&S – Music, Art and Show, dove si forma nella danza contemporanea con maestri come Cristiana Milioni, Rosita Mariano, Simone Magnani, Vittorio Di Rocco e Francesca Frassinelli.

Dopo il diploma entra in produzioni come Rave di Karole Armitage, Guys Don’t Lie di Daniele Ninarello e Riverbero di Paolo Mohovich, mentre parallelamente costruisce una carriera internazionale nell’intrattenimento, esibendosi come ballerina e coreografa in Italia e in Europa.

Nel 2018, una “pausa” diventa svolta: si avvicina all’acrobatica aerea e scopre che il suo linguaggio artistico trova una nuova dimensione… sospesa. Dapprima con i tessuti, poi con il cerchio aereo – che diventa la sua specialità – studia con Federica Natangelo e Valentina D’Angelo, entrando anche nella Compagnia dei Folli.

Dal 2022 affianca al palcoscenico l’insegnamento di danza e acrobatica aerea, portando agli allievi la sua visione: un’arte in equilibrio continuo tra radici ben piantate a terra e il desiderio di volare.

 

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