GIORNAL-ICARO

La rivista che racconta l'arte e gli artisti de Il Paracadute di Icaro

Benvenuti nel magico mondo dell'arte, guidati da una redazione tutta al femminile, composta da vere artiste. Luisa, Stella, Flavia, Anna, Lisa, Irene e Aurora, vi condurranno in un viaggio senza tempo alla scoperta delle avventure che solo l'arte può regalare a coloro che hanno il coraggio di esplorarla.

Preparatevi per un viaggio straordinario attraverso il teatro, la danza, la musica, l'arte grafica, il movimento e la psico-pedagogia. Ogni numero di questa emozionante rivista è un vero e proprio viaggio, ricco di scoperte e sorprese.

E non temete, anche gli adulti avranno la propria sezione dedicata, con articoli avvincenti e innovativi. Siete pronti ad immergervi in un mondo di creatività e ispirazione? Scoprite di più qui sotto...

YOGA: UN’AVVENTURA ALLA RICERCA DEL PROPRIO EQUILIBRIO

Flavia Mazzoni

Tutti, o molti almeno, aspirano a vivere una vita in equilibrio, sia fisico sia mentale e dedicano tantissimo tempo alla sua ricerca.

È giusto allora domandarci se questa ricerca è un viaggio? Un’avventura? Ne parliamo con Giulia Fiorani, insegnante di yoga dell’associazione.

In cosa consiste l’equilibrio nello yoga? È solo una questione legata al corpo o coinvolge anche la mente?

Nello yoga l’equilibrio è considerato in molti aspetti della pratica. Nelle sequenze di posizioni prima di tutto. Molte di queste infatti lavorano sull’equilibrio fisico, ma per arrivare a rimanere stabile occorre che anche la mente sia in equilibrio. Una mente libera dai pensieri, focalizzata sul momento e guidata dal respiro che ci porta ad essere consapevoli. Solo dopo aver raggiunto questo stato allora il corpo può rimanere in equilibrio per molto tempo.

In che modo lo yoga può aiutarci a trovare l’equilibrio?

Lo yoga ci aiuta a ricreare uno spazio dedicato a noi stessi, fuori dai pensieri e dalla routine frenetica che siamo portati a vivere nel quotidiano. Ci permette di esplorare i nostri stati interiori, andando a ricercare la nostra vera natura. Lo scopo è quello di connettere la mente e il corpo, attraverso l’unico strumento di cura: il respiro. Bilanciando questi elementi siamo capaci di ritrovare un equilibrio interno ed esterno.

Quindi possiamo paragonare la ricerca dell’equilibrio a un'avventura?

È un costante mutamento o prevede un punto di arrivo? Possiamo dire che lo yoga è un viaggio. Soprattutto la ricerca dell’equilibrio è una bellissima avventura, perché andiamo a percorrere strade interiori che ci fanno scoprire ogni giorno qualcosa di nuovo.

L'AVVENTURA, IL RISCO E LA SCOPERTA DI SE'

Cosimo Di Bari

L’avventura, il rischio e la scoperta di sé Conosci l’etimologia di avventura?

Come per molte altre parole della nostra lingua, l’origine è latina e rimanda a “ciò che verrà”.
di avventura, dunque, si fa riferimento a un futuro che è inaspettato, singolare e sorprendente, al quale stiamo andando incontro.
È avventura, ovviamente, anche ciò che abbiamo vissuto nel passato: ma, per considerare un’esperienza “avventurosa”, alla base ci dovrebbe essere l’incertezza per quello che, mentre la stavamo vivendo, sarebbe potuto accadere.

Il rapporto tra avventura e educazione è strettissimo: educare è sempre un’avventura, in quanto è sempre un’azione che, per quanto possiamo progettare con cura, ha sempre una certa indeterminatezza, prevede imprevisti e possibili conseguenze inattese.

Quale è l’ultima “avventura” che hai vissuto? Quando è l’ultima volta in cui hai provato un senso di vertigine rispetto a qualcosa che stava accadendo: e cosa ti è successo?

Ci sono varie tipologie di avventura e ciascuno potrà aver pensato ad esperienze più o meno lontane nel tempo e anche molto eterogenee tra loro. È possibile però trovare un minimo comune denominatore tra ciò a cui hai pensato, che è proprio la dimensione del “rischio”. Durante un’avventura, siamo esposti a rischi.
Il rischio è qualcosa di diverso dal pericolo: mentre il pericolo è qualcosa da evitare perché può portare a conseguenze negative (per esempio, bere un liquido tossico), il rischio è un’esperienza che, se affrontata consapevolmente, può trasformarsi in opportunità (per esempio, salire lo scivolo al contrario).
Siamo sempre più immersi in contesti che cercano di eliminare (giustamente) i pericoli, ma nel tentativo di proteggerci spesso tendiamo ad eliminare anche i rischi: questo atteggiamento riguarda noi stessi, ma riguarda sempre più anche l’infanzia e l’adolescenza.

Cerchiamo quindi di creare dei contesti iperprotettivi, che però privano l’infanzia della libertà di sperimentare.

Cancellare i rischi significa anche eliminare quelle possibilità di sviluppare resilienza, cioè capacità di resistere agli eventi negativi; significa non sperimentare il senso del limite; significa adagiarci in una confort zone in cui l’imprevisto è eliminato. Da una prospettiva pedagogica, questo è un impoverimento: in realtà, è proprio nell’avventura che ci formiamo.

Prendiamo un esempio letterario: il personaggio di Pinocchio di Collodi. Ricordi il titolo? Le avventure di Pinocchio. In fondo, quel capolavoro è sostanzialmente un romanzo di formazione, in cui il protagonista si educa (entra in contatto con la cultura che lo circonda), si istruisce (va a scuola, come vuole Geppetto) e si forma (si arricchisce di esperienze che segnano la sua personalità).
Stare nell’avventura significa proprio – come significava per Pinocchio – “navigare” tra potenziali imprevisti, con coraggio e intraprendenza: l’avventura è dunque una palestra straordinaria per prendere consapevolezza delle nostre emozioni, per ascoltarci, per affrontare le nostre paure, per immedesimarsi in situazioni inedite e per escogitare soluzioni ai problemi.

GIORNATA DI ARTE: UN'AVVENURA ALLA SCOPERTA DELLA PROPRIA CRATIVITA'

Anna Scatà

Immagina le giornate di arte come un parco giochi pieno di giostre diverse.
Ci sono workshop, che sono giochi speciali per sperimentare la tua creatività: puoi dipingere, ballare, recitare, suonare musica e tanto altro. Questi workshop sono un’occasione per scoprire le tue passioni, imparare nuove abilità. Fare un'esperienza del genere, è come partire per una grande avventura alla ricerca di tesori nascosti: i tuoi talenti, le tue passioni. Esperienze appassionanti attraverso cui impari qualcosa di nuovo su te stesso e sul mondo dell'arte. E in questo viaggio sei guidato da esperti, capitani di navi che conoscono mari e stelle molto bene. Sono stati scelti perché hanno attraversato i mari impetuosi dell’arte, insegnato a molte persone, realizzato opere stupende, e possono aiutarti a diventare un grande artista, completo e curioso.

La curiosità è una qualità importante, se fai teatro, ad esempio, provare altre forme d'arte è come avere una cassetta degli attrezzi con molti strumenti diversi. Può aiutarti a diventare un attore migliore perché impari a esprimerti in tanti modi diversi. Ad esempio, la musica può insegnarti il ritmo, la danza può aiutarti a muoverti meglio sul palco, e la pittura può aiutarti a immaginare scenari e storie.

Chi ama il teatro, non deve perdersi il seminario di Maria Shmaevich: un’ esperienza unica, coinvolgente sia fisicamente sia mentalmente, e illuminante.
Questo workshop è consigliato per chi frequenta da qualche anno un corso di teatro e ha un po’ di esperienza. Maria è un' insegnante di fama internazionale, esperta di "Biomeccanica Teatrale" un metodo che insegna all’ attore a usare il proprio corpo come strumento per raccontare storie ed esprimere emozioni sul palco.

Nel suo workshop, puoi imparare come ogni movimento del corpo riesce a raccontare una parte della storia. È un po' come quando vuoi mostrare a qualcuno che sei felice o triste senza usare parole, ma usando solo il tuo corpo. Maria ti insegnerà a fare questo in un modo bello e interessante.

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