
La biomeccanica non è solo fatica
Nel seminario il corpo lavora molto: si allena, si stanca, cerca ritmo, energia e precisione. Ma il punto non è solo fare esercizi difficili.
La biomeccanica serve a rendere il corpo più presente e più disponibile. Un corpo presente ascolta meglio, reagisce meglio, si accorge prima di quello che cambia. Per un attore questo significa stare vivo in scena. Per un maestro significa stare vivo dentro una relazione educativa.
Quando un insegnante entra in una sala con bambini o ragazzi, il suo corpo comunica prima ancora delle parole: nel modo in cui guarda, aspetta, interviene, apre un gioco o contiene un momento di confusione.
Per questo formare il corpo dell’adulto, per Icaro, non è un lusso artistico. È una responsabilità educativa.
Creare eventi: non ripetere, ma far accadere
Nel pomeriggio del seminario il lavoro passa alle scene. L’attore si trova davanti a un testo, ma non deve solo “dire bene” le battute. Deve creare eventi.
Un evento è qualcosa che cambia la situazione: una parola può aprire un conflitto, un gesto può trasformare una relazione, un silenzio può far nascere una decisione.
Questo riguarda il teatro, ma riguarda anche il lavoro con i bambini. Anche in una lezione un adulto può creare eventi: può trasformare un momento confuso in un gioco, un errore in una scoperta, una lite in una domanda da attraversare, un bambino chiuso ai margini in qualcuno che piano piano trova il coraggio di entrare.
Questa è una parte centrale del lavoro di Icaro: non fermarsi alla prima risposta, ma imparare a vedere più possibilità.
Perché questo riguarda i bambini
Un genitore potrebbe chiedersi: cosa c’entra un seminario di biomeccanica con mio figlio?
C’entra perché i bambini incontrano adulti. E la qualità degli adulti fa la differenza.
Un adulto formato non è solo qualcuno che “sa fare attività”. È qualcuno che sa osservare, aspettare, contenere, rilanciare e dare forma a ciò che accade.
Nei centri estivi, per esempio, una storia inventata dai bambini può diventare il centro di una giornata. Un personaggio può cambiare il gioco, una regola può aprire un mondo condiviso, un gruppo inizialmente disordinato può trovare una forma, un bambino rimasto ai margini può entrare piano piano nella storia.
Da fuori può sembrare solo gioco. <strong> Dentro, invece, c’è un lavoro educativo: un adulto prepara il campo, il gruppo impara a stare insieme, la storia aiuta a dare forma alle emozioni, il corpo corre, ascolta, aspetta, prova, si espone.
Verso settembre
A settembre riapriranno i campus e la scuola invernale. Ma settembre non nasce a settembre.
Nasce prima: nei centri estivi, nella programmazione, nella formazione degli adulti, nei seminari, nel lavoro invisibile che prepara il nuovo anno.
Per questo il seminario con Mari Karpov non è un episodio separato dal resto. È uno dei modi in cui Icaro prepara il proprio futuro.
Perché Icaro non si costruisce soltanto aggiungendo corsi, eventi o attività. Si costruisce formando adulti capaci di stare davanti ai bambini, ai gruppi e alla realtà con presenza, precisione, ascolto e invenzione.
Dove sembra esserci una sola strada, cercarne trenta.
Per approfondire
Teatro e formazione dell’attore:,
-Vsevolod Mejerchol’d, L’attore biomeccanico
Pedagogia, gioco e crescita:
-John Dewey, Esperienza e educazione
-Lev Vygotskij, Immaginazione e creatività nell’età infantile
-Jerome Bruner, La fabbrica delle storie
-Donald W. Winnicott, Gioco e realtà
-Gianni Rodari, Grammatica della fantasia

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