CHI SIAMO?

L’Associazione Culturale

Il Paracadute di Icaro

lavora dal 2008 a Firenze.

Promuoviamo attività e manifestazioni artistiche in campo teatrale e figurativo con finalità pedagogiche rivolte ai bambini ed agli adulti.

Ci dedichiamo alla realizzazione dell’Arte teatrale attraverso tutte le varie componenti che la contraddistinguono e la muovono: la scrittura del testo, la recitazione, la musica, la danza, la scenografia, la sartoria teatrale, l’arte, la multime­dialità in campo artistico.

l destinatari della ricerca sono i bambini, le loro famiglie, le loro scuole, la micro società in cui crescono e si sviluppano.

Il Teatro di Icaro

Questa stagione artistica multidisciplinare — che abbraccia teatro, danza, musica e arti figurative — vuole esplorare il valore del restare. Non si tratta di immobilità come mancanza di azione, ma di una scelta consapevole di nutrire le connessioni e le relazioni che abbiamo costruito. L’albero non sfugge alle tempeste, non cerca di andare altrove: accoglie tutto ciò che arriva e trasforma queste sfide in opportunità di crescita.

Attraverso spettacoli, performance, concerti e mostre, “Lo sguardo verso l’alt(R)o” invita il pubblico a riflettere sul significato del radicarsi nelle proprie comunità e di trovare forza nell’immobilità apparente. Come un albero che non si muove, ma che attraverso la sua quiete costruisce legami vitali, anche noi possiamo imparare a restare, ascoltare e creare una nuova forma di umanità, basata sull’ascolto e sulla collaborazione.

In un’epoca in cui tutto sembra in costante movimento, questa stagione ci invita a considerare il valore di fermarsi, di restare e di guardare non solo verso l’alto, ma anche verso l’altro, trovando nella nostra immobilità una straordinaria capacità di crescere insieme

 

Vincenzo Calenzo, nato il 13 agosto 1971 a Firenze, è l’emblema di chi non si accontenta mai di fermarsi a una singola scena. Laureato in Scienze della Formazione con un orgoglioso 108 su 110, Vincenzo ha costruito una carriera tra teatro, educazione e, ovviamente, un numero impressionante di palchi da dirigere.

Partito come attore, si è formato con il grande Orazio Costa Giovangigli e ha calcato le scene interpretando personaggi memorabili, come la “Bestia” di Pirandello, un ruolo in cui ha trovato un’insolita affinità. Ma da vero regista della sua vita, Vincenzo ha presto rivolto lo sguardo alla direzione artistica. Per ben sette anni è stato direttore della stagione teatrale al Teatro Everest del Galluzzo, dimostrando che sapeva gestire non solo il suo ruolo, ma anche un intero teatro. Ha poi preso le redini della stagione teatrale del Teatro di Rifredi, dove ha unito la sua passione per l’arte alla visione di una programmazione per un pubblico sempre più ampio.

Con un’anima da sognatore e un’energia inesauribile, nel 2008 ha fondato Il Paracadute di Icaro, un’associazione culturale che è diventata un riferimento per spettacoli, formazione e progetti educativi per bambini e ragazzi. Qui Vincenzo ha sviluppato una serie di rappresentazioni basate sulle Fiabe Italiane di Calvino, portando in scena draghi e creature magiche, dimostrando che anche le favole possono insegnare qualcosa… soprattutto agli adulti.

Vincenzo è anche l’artefice di due grandi progetti di rigenerazione culturale. Ha trasformato un’ex scuola abbandonata in un centro culturale, un luogo che per sette anni ha pulsato di creatività, per poi restituirlo alla comunità scolastica, riaprendo uno spazio che sembrava ormai dimenticato. Ma non si è fermato qui: ha aperto un nuovo spazio, una vecchia fabbrica a Sangaggio che oggi è diventata la Casa delle Arti dei Bambini e dei Ragazzi, un centro culturale e una comunità di artisti in continua crescita, dove cura non solo la direzione artistica ma anche quella pedagogica. Qui ha creato un vero teatro, dedicato ai giovani e alle famiglie, un luogo dove arte e educazione si incontrano e si fondono, sempre sotto la sua attenta guida.

Tra un teatro e l’altro, Vincenzo è anche educatore teatrale nelle scuole fiorentine, dove ha portato avanti laboratori e progetti inclusivi per studenti di tutte le età. Dal 2016, con “La Casa delle Arti per i Bambini e i Ragazzi,” ha diffuso l’arte della danza, del teatro e della musica nelle scuole, collaborando anche alla formazione di insegnanti e personale scolastico.

Con trent’anni di esperienza, Vincenzo Calenzo è un direttore, un pedagogo e un visionario, sempre alla ricerca di nuovi spazi e nuovi modi per far volare in alto i sogni e le idee di chiunque sia disposto a sognare insieme a lui.

Marta Checchi, instancabile danzatrice, ha iniziato a plasmare la sua storia nell’arte del movimento ancor prima di laurearsi in Pedagogia presso l’Università di Firenze.

Il suo percorso si è dipanato tra le mura di Imago Lab di Firenze, dove ha affinato le sue abilità attraverso le tecniche di maestri come Nikolais, Graham e Limon. Oltre alle esperienze internazionali a Londra e New York, Marta ha arricchito il suo bagaglio artistico con un capitolo significativo in Costa d’Avorio. Lì, immersa nella danza tradizionale africana, ha assorbito la cultura del paese, influenzando profondamente la sua pratica artistica.

Il 2007 segna un punto di svolta, quando Marta si specializza come danza movimento terapeuta presso l’Art Therapy Italiana a Bologna. Questa nuova prospettiva ha aggiunto un livello più profondo alla sua espressione artistica, aprendo nuovi orizzonti nella comprensione della danza come veicolo terapeutico.

Danzatrice, coreografa, pedagogista e danza movimento terapeuta, Marta ha integrato la sua formazione anche nello studio della recitazione con maestri del calibro di Nikolay Karpov e Maria Smaevich. Questa sinergia tra danza e teatro trova espressione nei suoi spettacoli, rivelando un equilibrio straordinario tra movimento e narrazione.

Nel 2008, Marta fonda “Il Paracadute di Icaro”, divenendone Vicepresidente e creando laScuola di Arti Teatrali. Attraverso questa iniziativa, ha portato in scena molteplici spettacoli teatrali dedicati ai bambini e alle famiglie, trasformando l’associazione in un centro vitale per la formazione giovanile.

La storia di Marta riflette un percorso artistico unico, con il teatro danza come filo conduttore e la danza movimento terapia come strumento di connessione con la parte più profonda dell’essere umano. La sua passione continua a ispirare e trasformare sottolineando l’incommensurabile potere dell’arte nella vita di ognuno di noi.

 

Eleonora Venturi, nata a Firenze il 10 agosto 1990, è una danzatrice e attrice che ha deciso di abbandonare la classica (perché, diciamocelo, stare su punte per ore non era abbastanza creativo) per immergersi nel mondo della danza contemporanea. La sua formazione, iniziata con Maria Grazia Nicosia, l’ha portata a studiare con grandi nomi come Raffaella Renzi e Christophe Ferrari, ma è stata la contemporanea a conquistarla, grazie a maestri come Emanuela Salvini e Pierluigi Grison.

Eleonora non si è mai fermata davanti a nulla: da seminari con Carolyn Carlson e Dominique Dupuy a un corso in metodo Nikolai, ha esplorato ogni possibile tecnica di movimento. Quando non è in sala, la trovate a recitare nei laboratori teatrali, spaziando tra Shakespeare e Spoon River, grazie alla compagnia Gogmagog.

Non contenta di “solo” danzare e recitare, nel 2013 ha conseguito anche una laurea in Scienze Politiche (perché sapere come comunicare è sempre utile). Dal 2014 è anche diplomata in Pedagogia del Movimento, con un occhio al Pilates e persino alla biomeccanica teatrale, perché il corpo non mente mai.

Sul palco, Eleonora è stata protagonista di spettacoli come “Arcitaliani” e “La scomparsa delle lucciole,” ma la sua vera passione è educare: lavora con i bambini e i ragazzi dell’Associazione Culturale Il Paracadute di Icaro, portando la sua esperienza artistica nelle scuole e nei laboratori.

Insomma, Eleonora Venturi è una vera forza della natura: unisce danza, teatro e didattica con una passione travolgente, sempre pronta a esplorare nuovi orizzonti artistici e a insegnare ai più piccoli che il movimento è vita!

Chiara Zecchi, una donna che non si accontenta mai di fare una cosa alla volta. Con un diploma in danza classica dalla Royal Academy of Dance di Londra e una laurea triennale in Danza e Coreografia dal Trinity Laban Conservatoire, ha passato più tempo a ballare che a camminare. Ha insegnato danza contemporanea e classica in mezza Firenze, dai più piccoli agli adulti, creando coreografie che farebbero venire voglia di ballare anche a chi ha due piedi sinistri.

Ma Chiara non si ferma qui. Ha un curriculum che sfida i limiti della versatilità: non solo insegnante e coreografa, ma anche tecnico luci e direttore di palco. Ha montato e smontato luci, quinte e tappeti per teatri e compagnie, gestendo spettacoli con la precisione di un direttore d’orchestra… solo che invece di bacchette, usa cavi e faretti.

E se pensavi che il tempo libero fosse dedicato al relax, ti sbagli di grosso. Chiara ha trascorso estati intere come animatrice di centri estivi, intrattenendo bambini di ogni età con attività ludico-ricreative, dimostrando che può gestire qualunque situazione, anche fuori dal palco.

E per completare il quadro? Ha fatto parte di un progetto di danza e movimento in un carcere e si diletta con gli origami. Sì, avete capito bene: tra un balletto e una coreografia, piega la carta come un maestro giapponese. Ah, e ha pure una certificazione HACCP, perché nel mondo dello spettacolo, non si sa mai quando servirà preparare uno spuntino sicuro!

Chiara Zecchi è l’esempio perfetto di come si possa essere multitasking senza perdere nemmeno un battito di danza

 

Responsabile del dipartimento di Musica, insegnate di Oboe e di Pianoforte, responsabile delle feste Camilla è laureata in oboe al conservatorio Cherubini e ha una vasta esperienza orchestrale, inclusa la collaborazione con le orchestre di Sanremo e la Shanghai City Simphony Orchestra. Ha un background di studi al pianoforte classico e una formazione in psicologia all’università di Firenze.

I suoi interessi includono l’etologia, la botanica la danza, il teatro e il canto, elementi che porta nel suo insegnamento. Camilla insegna da più di 10 anni il pianoforte e l’oboe.

Caterina Lupi, nata il 6 marzo 1992 a Firenze, è una vera e propria multitasker del teatro, con un curriculum che sembra quasi voler dimostrare che si può essere ovunque allo stesso tempo. Operatrice teatrale, attrice, organizzatrice di eventi, Caterina fa tutto e lo fa bene, soprattutto quando si tratta di gestire bambini, adulti, compagnie teatrali e chiunque le capiti sotto tiro.

Con una laurea magistrale in Discipline della Musica e del Teatro ottenuta con lode all’Università di Bologna, Caterina ha deciso di non limitarsi a leggere testi teatrali, ma di viverli. La sua passione per l’Antigone di Sofocle e Brecht la porta a seguire e indagare  le tracce dell’eroina tebana nella sua tesi e ad esplorare il mondo del teatro partecipato poiché potere e individuo sono temi che si possono discutere anche fuori dalle accademie.

Nel tempo libero (se esiste davvero), ha avuto modo di conoscere alcune delle realtà teatrali più importanti d’Italia, come l’ERT – Emilia Romagna Teatro e il Santarcangelo Festival, dove non ha solo accolto il pubblico con il suo sorriso, ma ha anche gestito spazi e assistito nelle produzioni con la precisione di un direttore d’orchestra.

Da febbraio 2021 è parte integrante dell’Associazione Culturale Il Paracadute di Icaro, dove insegna teatro ai bambini e si lancia in mille attività, come attrice e membro del gruppo organizzativo. Se c’è un evento da gestire o uno spettacolo da organizzare, puoi star certo che Caterina sarà lì, pronta a rendere tutto perfetto.

Ah, e quando non è impegnata con il teatro? Beh, probabilmente sta aggiornando file Excel, lavorando su dei progetti o imparando nuove tecniche di biomeccanica teatrale. Insomma, se cerchi qualcuno che sappia fare tutto nel mondo dello spettacolo, Caterina Lupi è la persona giusta, sempre pronta a una nuova sfida… o a un nuovo spettacolo!

 

Aurora Fani, nata l’11 aprile 1998 a Firenze, è un’illustratrice che fin dall’infanzia ha capito che con una matita in mano si può fare molto di più che scarabocchiare. Con un diploma in tasca dal Liceo Artistico Leon Battista Alberti e un altro dall’Accademia TheSign di Firenze in Illustrazione Editoriale, Aurora è passata dal riempire quaderni di schizzi a disegnare su pagine che poi finiscono sui libri. E sì, non si è fermata qui.

Dal 2020 insegna disegno ai bambini presso l’Associazione Il Paracadute di Icaro, dimostrando che sa gestire non solo pennelli e tablet grafici, ma anche piccoli artisti in erba. Nel tempo libero (se davvero ne ha) si dedica al volontariato presso la parrocchia di San Leone Magno, dove anima la liturgia, fa la catechista e gestisce il banco alimentare. Ah, e non dimentichiamo che è anche donatrice abituale di sangue – praticamente un’artista che dà tutta sé stessa, anche letteralmente!

Aurora è un mix perfetto di creatività e organizzazione: riesce a rispettare scadenze e a lavorare su progetti a lungo termine, come se programmare giornate e fare illustrazioni fossero la stessa cosa. E se pensavi che tutto questo fosse abbastanza, aggiungiamo pure che suona la chitarra, ama viaggiare, leggere e fare sport.

Insomma, Aurora Fani non è solo un’illustratrice: è una macchina multitasking che vive d’arte, volontariato e, a quanto pare, anche di scadenze rigorosamente rispettate!

Signore e signori, prestate attenzione mentre vi racconto la straordinaria storia professionale di Cinzia Del
Vecchio.
Cinzia è nata il 16 Novembre 1994 e fin da subito è stato chiaro che non si sarebbe accontentata di un
percorso tradizionale. Laureata in Psicologia Clinica presso l’Università di Firenze, ha poi ottenuto un master
nell’insegnamento delle materie filosofiche. E, per non farsi mancare nulla, è anche iscritta all’Albo A degli
Psicologi della Toscana.
Dal 2022, Cinzia è stata la mente dietro il sostegno-compiti per i ragazzi, inclusi quelli con disturbi
dell’apprendimento, presso l’Associazione “Il Paracadute di Icaro”. La sua missione? Trasformare lo studio in
un’avventura emozionante, degna di un romanzo epico. Cavalca, inoltre, le scene delle Scuole Pie Fiorentine
come docente di sostegno e ha rapidamente capito che l’insegnamento non era abbastanza impegnativo.
Così, ha deciso anche di affrontare l’adolescenza ribelle come tutor dell’apprendimento nella scuola media
“Giovanni Papini”, dove ha esercitato i suoi superpoteri di pazienza e comprensione.
Ecco a voi, dunque, Cinzia: una professionista che non ha paura di spingersi oltre i limiti e trasforma ogni sfida
in una nuova avventura!

L’antropologo-danzatore-yogi che trasforma lo studio del corpo in filosofia pratica e performance artistica.

Con una laurea in Antropologia culturale ed etnologia da Bologna, Pietro Pireddu non si ferma alla teoria: ha girato il mondo, insegnando danza e yoga, collaborando con artisti di fama internazionale come Marina Abramović, Ismael Ivo, e partecipando a eventi prestigiosi come la Biennale di Venezia. Dalla sua formazione in danza contemporanea alla direzione artistica di compagnie e scuole di danza, ha perfezionato la tecnica con maestri come Sabina Cesaroni, Stefania Russoniello, Francesco Testoni e Massimiliano Terranova.

Pireddu porta il corpo al centro di tutto: dall’insegnamento dello yoga, in cui l’equilibrio tra fisico e mente è fondamentale, alle performance coreografiche che mettono in scena complessi temi antropologici. È coreografo, danzatore e formatore, con creazioni che spaziano dalla danza contemporanea a progetti interdisciplinari, fondendo arte, scienza e introspezione. Selezionato per i workshop di Marina Abramović, ha esplorato i confini tra corpo e arte in lavori come Freeing the Body e Freeing the Voice.

Ma Pietro non è solo un teorico o un performer da palco: insegna con passione, portando avanti progetti di danza e yoga in varie scuole e centri, da Firenze a New York. È un camaleonte artistico capace di passare dalla meditazione al palco, dallo studio accademico alla creazione performativa. Dalla sua compagnia Maktub Noir fino ai suoi spettacoli personali come Totem e All is about languages, Pireddu è il perfetto esempio di come la danza possa raccontare storie profonde e universali.

Conclusione? Una mente accademica con un corpo da palcoscenico, un insegnante che non solo muove il corpo ma anche l’anima. Se sei pronto a un’esperienza trasformativa, lui è l’uomo giusto!

 

Si appassiona alla danza sin dall’età di 3 anni. Nel suo percorso incontra maestri rinomati nel panorama della danza contemporanea e del teatrodanza e nel 2013 si diploma come danzatrice professionista presso la Scuola d’Arte Drammatica “Paolo Grassi”. Ha danzato in importanti festival e collaborato con rinomati registi e coreografi. Ha integrato la sua ricerca nel mondo della danza con la pratica del tai chi e pensa che l’arte e il movimento debbano sempre essere connessi al pensiero e alla qualità dell’energia. Crede che nel linguaggio della danza contemporanea sia necessario mantenere uno sguardo sempre aperto a tutti gli altri canali espressivi in un’ottica di trasformazione e inclusione, fa parte del collettivo Fragile Artists che indaga la relazione tra danza e fotografia.

Daoltre dieci anni si dedica all’insegnamento, altra sua grande passione, pensa che la condivisione sia lo strumento piu bello che abbiamo per migliorarsi. Le sue lezioni sono mirate ad approfondire la propria consapevolezza del corpo in relazione con il tempo, con lo spazio e con gli altri.

Andrea Sciarra, classe batteria (altro che classe ’…), inizia a percuotere tamburi e piatti già a 8 anni, quando capisce che il ritmo può diventare molto più di un gioco rumoroso. Con studi regolari e insegnanti di riferimento nel panorama nazionale, trasforma presto quella passione in mestiere, dividendo la sua vita tra palchi e aule di musica.

Dal 2010, infatti, non si limita a suonare: insegna batteria a bambini, ragazzi e adulti, riuscendo a trasmettere non solo tecnica e musicalità, ma anche l’arte – più rara – dell’ascolto. La sua didattica è un mix calibrato tra precisione e libertà espressiva, cucita addosso agli obiettivi di ciascun allievo.

E quando non è dietro una cattedra (o meglio, dietro un rullante), Andrea è sui palchi: live e in studio, spaziando dal funk al pop, dal rock al latin. Non a caso, negli anni ha collaborato con artisti del calibro di Giulio Wilson, Tonino Carotone e gli Inti Illimani, portando il suo groove in tournée e festival sparsi in tutta Italia.

Insomma, Andrea Sciarra non è solo un batterista: è un metronomo umano che alterna bacchette e insegnamento, dimostrando che ritmo, passione e professionalità possono andare perfettamente a tempo.

Insegnante di violino e musica in tutti i suoi aspetti, studioso della storia della musica e dei suoi rapporti con le altre arti.

Inizia il suo viaggio nella musica a soli 6 anni, quando si siede per la prima volta davanti a un pianoforte: da lì non si staccherà fino ai 19, diplomandosi al Liceo Musicale “F. Petrarca” di Arezzo sotto la guida del Maestro A. Tricomi. Ma il destino aveva altri piani: negli ultimi anni di liceo scopre il canto, prende lezioni con A. Baroni e da quel momento la sua voce diventa il vero strumento protagonista.

Dopo il diploma entra nell’Accademia del Maggio Musicale Fiorentino, dove si forma con artisti di fama internazionale e porta la musica nelle scuole con i progetti di Venti Lucenti. Da lì i palcoscenici si moltiplicano: debutta in diversi teatri italiani, dal Comunale di Bologna al Sociale di Como, passando per Lecce, Chieti e naturalmente il Maggio Musicale Fiorentino. Si perfeziona poi all’Accademia Rossiniana di Pesaro, dove debutta ne Il Viaggio a Reims.

Nel 2019 sceglie il Conservatorio “L. Cherubini” di Firenze per completare il suo percorso: nel 2024 ottiene il diploma di II livello in canto. Oggi, oltre a calcare i palcoscenici, coltiva con passione l’insegnamento, accompagnando bambini e adulti alla scoperta della musica.

Emanuele Filippi è un batterista che ha fatto della scena pop-urban toscana il suo campo da gioco, ma che da anni porta i suoi groove anche in giro per l’Italia. Instancabile tournista live e in studio, ha collaborato con artisti come Giovanni Milani, GIOVAPIUGIOVA, Boetti, Zic e Nothing For Breakfast, registrando in studi storici come Blue Moon, 360 Factory di Andrea Pachetti, Monkey Dive e lo “Studio in Collina” di Pio Stefanini.

Non si accontenta però di stare dietro le quinte: con l’amico Riccardo Bonfiglioli ha dato vita al duo Temperie, progetto cantautorale-pop che ha visto nascere l’album di debutto Sarajevo, pubblicato il 24 novembre 2024 insieme ai produttori Nicolò Fontana e Marco Barbieri.

La sua formazione è passata per le mani – e le bacchette – di alcuni dei più grandi batteristi italiani: Alfredo Golino, Donald Renda, Danilo Menna e Adriano Molinari. Risultato? Una solidità ritmica che non trema davanti a nulla, se non forse a un metronomo troppo lento.

Cari signori e signore, è con grande piacere che vi presento Giulia Pocci, una professionista che ha vissuto il mondo del lavoro con l’ardore di un cavaliere medievale, pur mantenendo sempre un sorriso ironico e uno sguardo pungente.
Giulia è nata il 28 maggio 1994, un giorno destinato a lasciare il segno, e da allora ha sempre affrontato ogni sfida con la determinazione di chi sa che il mondo non gli regalerà nulla. Armata di una laurea magistrale in Psicologia Clinica e della Salute, conseguita presso l’Università degli Studi di Firenze, e di una triennale in Scienze e Tecniche di Psicologia Clinica e della Salute
dall’Università di Pisa, Giulia ha esplorato ogni angolo della sfera lavorativa, come un esploratorealla ricerca di tesori nascosti.
Se cercate qualcuno che sappia affrontare qualsiasi sfida con ironia, competenza e un pizzico dispirito avventuroso, è la persona che fa per voi. Ma attenzione: non cercate di ingannarla, perchévi smaschererà con la stessa velocità con cui un buon vino toscano svanisce durante una cena tra amici!

Miriam Donegà è nata a Firenze nel 1999, anno in cui il destino ha deciso di regalarci una lettrice instancabile e una collezionista di storie. Cresciuta tra partite infinite a giochi da tavolo e camminate che sfidano la gravità montana, ha presto capito che il vero filo conduttore della sua vita sarebbero state le parole, capaci di costruire mondi e smontare certezze.

Dopo gli studi classici, non poteva che scegliere Lettere Moderne, dove ha affinato il suo amore per la letteratura, per poi dedicarsi con passione alla Filologia Moderna, culminando con una tesi in storia della lingua italiana (perché, si sa, le parole vanno capite fin dalle loro radici).

Miriam non si è limitata ai libri: ha deciso di sporcarsi le mani con la realtà, dedicando un anno al Servizio Civile presso la Misericordia del suo Comune, prendendosi cura degli anziani con la stessa attenzione che riserva ai dettagli di un testo antico. E come se non bastasse, ha già collaborato con Il Paracadute di Icaro, portando entusiasmo e competenza nei doposcuola della scuola primaria durante l’a.s. 2024/2025.

Se pensate di cavarvela con frasi fatte o storie poco convincenti, state attenti: Miriam ha un radar infallibile per smascherare le narrazioni traballanti.

Una fiorentina DOC: nata nel 2001, cresciuta all’ombra di Santa Maria del Fiore e tuttora fedele alla sua città. Dopo anni di greco, latino e versioni da far tremare i polsi, ha conquistato la maturità classica al Liceo Galileo con il massimo dei voti, dimostrando che la passione per le lettere non è solo un hobby, ma una vera e propria vocazione.

Animata dal sogno di diventare insegnante, ha varcato le porte della Facoltà di Lettere, dove nell’aprile del 2024 ha discusso una tesi in Letteratura italiana moderna e contemporanea, portandosi a casa non solo il massimo dei voti, ma anche la lode (perché accontentarsi?). Oggi prosegue il suo percorso nella magistrale di Filologia Moderna presso l’Università di Firenze, continuando a coltivare con dedizione la sua passione per le parole.

Ma attenzione: non è solo teoria. Ha infatti maturato esperienza concreta nell’affiancare bambini e ragazzi, aiutandoli nello studio e nel potenziamento delle competenze scolastiche. Insomma, sa bene che dietro a ogni difficoltà c’è sempre una chiave giusta per aprire le porte dell’apprendimento.

Se pensate che la letteratura sia noiosa, lasciate che ve ne parli lei: potreste scoprire che persino un testo antico può diventare più avvincente di una serie tv.

Signore e signori, vi presento Angela, classe 2000, nata ad Avellino e sempre pronta a trasformare ogni sfida in un’occasione di crescita. Dinamica, organizzata e con una naturale predisposizione al contatto con il pubblico, affronta gli impegni con professionalità e attenzione ai dettagli, senza però rinunciare alla flessibilità e a una buona dose di curiosità.

Dopo il diploma al Liceo delle Scienze Umane (2019), ha conseguito la laurea in Lettere Moderne all’Università Federico II di Napoli (2023) e prosegue ora la sua formazione con la magistrale in Filologia Moderna a Firenze. Nel frattempo non si è fatta mancare nulla: un corso intensivo di inglese a Dublino, certificazioni digitali e linguistiche, e un solido bagaglio di esperienze didattiche, dalla scuola dell’infanzia fino alla secondaria, passando per le ripetizioni private.

Angela è il giusto mix tra preparazione umanistica, competenze digitali e spirito pratico: una professionista che non si ferma mai e che sa adattarsi ai contesti più diversi… con la stessa naturalezza con cui passa da una lezione di letteratura a un corso di dattilografia.

Dopo gli studi classici, non poteva che scegliere Lettere Moderne, dove ha affinato il suo amore per la letteratura, per poi dedicarsi con passione alla Filologia Moderna, culminando con una tesi in storia della lingua italiana (perché, si sa, le parole vanno capite fin dalle loro radici).

Miriam non si è limitata ai libri: ha deciso di sporcarsi le mani con la realtà, dedicando un anno al Servizio Civile presso la Misericordia del suo Comune, prendendosi cura degli anziani con la stessa attenzione che riserva ai dettagli di un testo antico. E come se non bastasse, ha già collaborato con Il Paracadute di Icaro, portando entusiasmo e competenza nei doposcuola della scuola primaria durante l’a.s. 2024/2025.

Se pensate di cavarvela con frasi fatte o storie poco convincenti, state attenti: Miriam ha un radar infallibile per smascherare le narrazioni traballanti.

 

ignore e signori, vi presento Arianna, classe 2001, nata a Piombino il 2 settembre, in un giorno che evidentemente non poteva passare inosservato. Da sempre appassionata di conoscenza (e con una certa testardaggine che l’ha portata lontano), ha affrontato il liceo delle scienze umane presso l’I.S.I.S “Carducci – Volta – Pacinotti” distinguendosi con pieni voti: una partenza col botto, insomma.

Non contenta, ha deciso di alzare l’asticella e di immergersi nel mondo delle Lettere Moderne all’Università di Firenze, laureandosi ad aprile 2024 con un voto che non lascia spazio a dubbi sul suo impegno. Oggi continua la sua avventura negli studi magistrali di Filologia Moderna, sempre a Firenze, perché quando si ama la letteratura, non ci si ferma a metà strada.

Ma Arianna non è solo libri: fin da bambina ha coltivato un rapporto speciale con i più piccoli. Tra estati trascorse tra babysitting, volontariato con i bambini del Sahara Occidentale e doposcuola per elementari e medie, ha dimostrato di avere la pazienza di un monaco e la capacità di spiegare anche le cose più complicate con naturalezza.

Se cercate qualcuno che unisca competenza, passione e un’ironia pronta a smontare la noia, Arianna è la persona giusta. Solo un consiglio: non sottovalutatela, perché potrebbe sorprendere con la stessa rapidità con cui un bambino chiede “perché?” dieci volte di fila.

 

Marco, nato e cresciuto nella vivace Città del Messico, ha vissuto i suoi primi 24 anni circondato dai colori e dai ritmi della metropoli. È stato proprio lì che la passione per la fotografia ha incrociato il suo percorso di studi, portandolo dapprima in Europa e poi, con qualche scatto fortunato, a stabilirsi in Italia.

Una volta approdato nel Bel Paese, Marco non ha perso tempo: si è immerso in corsi di fotografia digitale e videomaking, affinando ogni aspetto del suo lavoro fino a trasformare la sua passione in una professione. Non contento di fotografare solo paesaggi, ha trovato in Il Paracadute di Icaro un partner creativo. Questa collaborazione, che ormai dura da anni, è diventata una fonte continua di ispirazione e arricchimento, trasformando ogni scatto in una storia e ogni video in un’avventura.

Marco è oggi un fotografo e videomaker a tutto tondo, che ha fatto dell’arte visiva la sua strada, con una visione che unisce il calore del Messico alla bellezza italiana.

Piero Mazzoni, diplomato in Scenografia all’Accademia di Belle Arti di Firenze nel 1974 sotto la guida del professor F. Ghelli, non ha mai fatto un giorno di pausa dall’arte. Dopo aver iniziato come insegnante di discipline pittoriche al Liceo Artistico di Firenze (probabilmente tormentando generazioni di giovani aspiranti artisti), nel 1977 decide di fondare, con un gruppo di giovani artisti fiorentini, lo studio LIMITE. Il progetto si è occupato di grafica e cinema d’animazione per vent’anni, perché, per Piero, il limite evidentemente non esiste.

Dagli anni ’70 agli ’80, Mazzoni si dedica alla diffusione del cinema d’animazione, insegnando la storia del settore nelle scuole, dalle elementari alle superiori, tra Livorno, Siena, Pistoia, e persino Venezia, spesso in compagnia di Lele Luzzati. Porta la crème dell’animazione internazionale nelle sale con il Festival di Lucca, quando ancora l’idea di “decentramento culturale” era un’avventura. Non contento di fermarsi, collabora con il regista olandese Joris Ivens per un documentario su Firenze – così, giusto per aggiungere un tocco internazionale alla sua lista.

Nel frattempo, Piero non abbandona mai la sua ricerca pittorica, e i suoi quadri sbucano ovunque: dagli ex-macelli di Firenze alla Galerie de l’Europe di Parigi. Ogni esposizione ha un titolo che suona come un enigma: da “Scripta Volant” a “Oggetti di scena”, passando per “Scorie” e “Muri Parlanti” (quest’ultimo addirittura vincitore di un concorso su Fausto Coppi). L’unico punto fermo? Piero è presente con la sua arte in luoghi che spaziano da chiese a sale consiliari, portando un tocco di caos creativo ovunque vada.

E se non bastasse, da oltre tredici anni collabora come scenografo con Il Paracadute di Icaro, curando allestimenti per spettacoli al Teatro di Rifredi, al Goldoni, e perfino nel proprio spazio associativo. Come ogni artista che si rispetti, Piero non si limita a dipingere su tela: tra il 2021 e il 2023 si dedica a murales pubblici contro le guerre e a opere come “La nave dei folli” per il giardino pubblico di Carmignano.

Insomma, Piero Mazzoni è l’artista che trasforma ogni spazio in un’opera, ogni evento in un happening, e ogni spettacolo in un’esperienza visiva unica – perché con lui, anche la routine è una tela da riempire

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